Gesù era un femminista? Riflessioni a margine del film Mary Magdalene (Lunedì Letterario)

Lunedì 2 Aprile 2018

 

Nel 1971 Leonard Swidler, teologo americano di origine svedese, scriveva un articolo diventato una delle pietre miliari della questione femminile nelle chiese. L’articolo era intitolato Jesus was a feminist? (Gesù era femminista?) e, al contrario di altre letture fatte fino a quel momento, l’A. partiva dal testo dei Vangeli per arrivare alla conclusione che il Messia si era comportato in maniera totalmente diverso rispetto al patriarcalismo dell’epoca nei confronti del genere femminile.

Il film che in questi giorni è in visione presso le sale italiane si inscrive in questo alveo interpretativo ed è dedicato alla figura di Maria Maddalena.

Mary Madgalene, produzione principalmente britannica, con attori americani di richiamo (tra gli altri Joaquim Phoenix nella parte di Gesù), non ha nulla a che fare con il filone che vede una delle figure femminili più importanti del Nuovo Testamento come l’eventuale moglie segreta di Gesù (Dan Brown docet!), ma piuttosto vuole essere un ritratto romanzato di una donna che è stata vicina al Messia e che lo ha seguito sino al momento finale, diventando l’annunciatrice della Resurrezione anche agli altri discepoli.

Chi si avvicinasse al film sperando di trovare rispetto filologico dei racconti dei Vangeli a noi tramandati deve dimenticarlo, perché, come succede spesso nella sceneggiatura di un film, soprattutto nel caso di una figura dei Vangeli menzionata ma non protagonista, molto è ricostruzione di fantasia. Resta comunque un rispetto dell’ambiente della Palestina del Secondo Tempio che non è di tutti i film. La figura di Maria, infatti, è vista come quella di una donna non convenzionale, nata e cresciuta nel villaggio di Magdala e pronta ad accettare un rapporto con il divino che non era proprio delle donne ebree dell’epoca. Il suo essere indemoniata è spiegato nella trama con la sua non convenzionalità. L’incontro con Gesù avviene sulle rive del Mar di Galilea e da quel momento Maria è attratta dal messaggio di questo Profeta.

La figura di Cristo non è, a nostro parere, descritta nella maniera migliore e, benché sia autore di atti coraggiosi (come il battesimo della stessa Maria), non è protagonista di grandi dialoghi e, almeno all’inizio (il racconto si riscatta in seguito, soprattutto nel momento della Resurrezione) la sua figura sembra più quella di un guru che quella del Cristo preannunciato dai Profeti dell’Antico Testamento.

Il racconto scorre con un po’ di fatica in quanto i dialoghi e le azioni (miracoli, discorsi di Gesù etc. etc.) non sono molto frequenti e spesso dominano i silenzi, assecondati dal bel paesaggio materano e del Sud Italia che fa da sfondo a buona parte del racconto.

La “ri-narrazione” degli avvenimenti evangelici, però, non è totalmente distorcente e, benché debba lavorare molto sull’immaginario non stravolge del tutto il significato del messaggio. Il film prevede una Maria che è anche lei tra gli inviati ad evangelizzare, in compagnia di Pietro e che è accolta con una certa circospezione dagli Apostoli, fatta eccezione per Giuda che, invece, sembra essere, almeno sino all’ultima settimana del Ministero di Gesù, il discepolo più attratto dalla sua predicazione. La discepola di Magdala sembra essere, nel corso della trama, quella che meglio comprende il messaggio del Messia e si distanzia dagli uomini che, invece, continuano ad intenderlo come un Salvatore guerriero e che può riscattare Israele da un punto di vista politico e sociale. Il suo rapporto con Gesù è quella di ammirazione e sequela e, solo a metà film, Maria, la madre di Gesù, fa trasparire l’idea di una donna che è innamorata di suo Figlio, anche se il rapporto è chiaramente di tipo spirituale, proprio perché la Maddalena è presentata come una figura quasi mistica alla perenne ricerca di un rapporto con il divino e con una percezione dello stesso che è superiore a quella degli uomini del suo tempo.

Cosa dire del film? Dal punto di vista cinematografico Mary Magdalene non è un capolavoro e si allinea a quei film piuttosto monotoni e lenti che fanno sembrare il messaggio biblico piuttosto noioso. A parte, infatti, la buona fotografia e scenografia, i dialoghi non appaiono molto interessanti e i silenzi sono sin troppo lunghi, quasi che si fosse in attesa di qualcosa che non giunge mai. Il film avrebbe avuto bisogno di una maggiore azione e di una maggiore vivacità nelle scene, cosa possibile in un racconto che descrive le vicende del Messia. La sceneggiatura è, a nostro parere, carente nella parte dialogata che sarebbe dovuta essere maggiormente rinforzata.

Dal punto di vista teologico il lavoro fatto è abbastanza buono e serve, anche per i credenti, a sottolineare il ruolo fondamentale che le donne hanno avuto nella predicazione di Cristo. Giustamente i titoli di coda ricordano come la figura di Maria Maddalena sia stata misconosciuta dalla stessa Chiesa Cattolica che, per secoli, l’ha descritta come una prostituta, non avendone alcuna prova ed a causa di una erronea lettura di Gregorio Magno.

Il film ha chiaramente un’agenda programmatica: quella di dimostrare come Maria Maddalena abbia avuto un ruolo fondamentale nella nascita del cristianesimo e come possa essere annoverata tra gli apostoli, avendo avuto una sensibilità superiore rispetto anche a quella dei Dodici.

E’ un tentativo di dare spazio al mondo femminile nel cristianesimo senza per questo essere invadente o pensare, come talvolta è accaduto, che la Chiesa ha occultato la presenza delle donne, sin dall’inizio. Il valore del film, quindi, è soprattutto legato a questo aspetto che non va sottovalutato e che può portare anche noi ad una riflessione su come Gesù abbia sopravanzato la sua stessa cultura per quanto concerne l’attenzione alle donne. Ancora oggi una parte della Chiesa non comprende questa importanza ed è importante aprirsi ad una lettura che non riguarda soltanto la contemporaneità ed il diverso ruolo assunto dalle donne nella società occidentale, ma anche la storia interpretativa del testo biblico, letto con sin troppo pregiudizio filo-maschile. Il film può servire a tutti per una riflessione su questo argomento.

 

(Valerio Bernardi – DiRS GBU)

 

Altre risorse su Maria Maddalena

Conferenza di Giancarlo Rinaldi: Maria e Maria Maddalena (file Audio)

Ben Witherington, Maria Maddalena e il neognosticismo (PDF)

Leggi tutto il libro,

Il codice del vangelo,

Edizioni GBU, 2006,

ordinalo presso Edizioni GBU

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