5. La Sho’â e il destino di Israele

«Il male e la croce»

Video della quinta sessione plenaria

«La vittoria sul male»

XI Convegno Nazionale GBU 2016

(8-11 dicembre, Montesilvano – PE)
Sabato 10 dic. 2016_ore 17.00

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Traduce: Andrea Papini (Genova)

 

 

Lettura biblica (Matteo 21:33–46)

33 «Udite un’altra parabola: C’era un padrone di casa, il quale piantò una vigna, le fece attorno una siepe, vi scavò una buca per pigiare l’uva e vi costruì una torre; poi l’affittò a dei vignaiuoli e se ne andò in viaggio. 34 Quando fu vicina la stagione dei frutti, mandò i suoi servi dai vignaiuoli per ricevere i frutti della vigna. 35 Ma i vignaiuoli presero i servi e ne picchiarono uno, ne uccisero un altro e un altro lo lapidarono. 36 Da capo mandò degli altri servi, in numero maggiore dei primi; ma quelli li trattarono allo stesso modo. 37 Finalmente, mandò loro suo figlio, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio”. 38 Ma i vignaiuoli, veduto il figlio, dissero tra di loro: “Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e facciamo nostra la sua eredità”. 39 Lo presero, lo cacciarono fuori della vigna e l’uccisero. 40 Quando verrà il padrone della vigna, che farà a quei vignaiuoli?» 41 Essi gli risposero: «Li farà perire malamente, quei malvagi, e affiderà la vigna ad altri vignaiuoli i quali gliene renderanno il frutto a suo tempo».
42 Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
La pietra che i costruttori hanno rifiutata
è diventata pietra angolare;
ciò è stato fatto dal Signore,
ed è cosa meravigliosa agli occhi nostri
“?
43 Perciò vi dico che il regno di Dio vi sarà tolto, e sarà dato a gente che ne faccia i frutti. 44 Chi cadrà su questa pietra sarà sfracellato; ed essa stritolerà colui sul quale cadrà».
45 I capi dei sacerdoti e i farisei, udite le sue parabole, capirono che parlava di loro; 46 e cercavano di prenderlo, ma ebbero paura della folla, che lo riteneva un profeta.

 

2 commenti
  1. Marcello Cicchese
    Marcello Cicchese dice:

    Qualche tempo fa avevo chiesto alla direzione dei GBU di esprimere la loro posizione su Israele. Non ho ottenuto risposta. Ho ascoltato allora questo studio dal titolo interessante: “Shoah e il destino di Israele” di Henry Blocher. Negli ultimi non mi era ancora capitato di udire uno studio così superficiale nei rifeerimenti storici, così debole nelle argomentazioni bibliche, così strutturalmente antiebraico in una forma che tuttavia vorrebbe apparire benevola verso gli ebrei. Da tempo non avevo più sentito esporre in modo così deciso la teologia della sostituzione in una forma che vorrebbe presentarsi come la sostituzione della teologia della sostituzione. La chicca dei palestinesi cristiani come genetici discendenti dei gentili convertitisi alla prima predicazione del Vangelo, unita a quella degli ebrei attuali come discendenti del popolo dei Cazari (sulla linea dello squalificato ex-ebreo Shlomo Sand autore di “L’invenzione del popolo ebraico”) completa il quadro desolante. E’ una delle peggiori posizioni antiebraiche che abbia ascoltato in questi ultimi tempi, e probabilmente servirà ad alimentare quel vago ma forte sentimento antisemita che gira anche negli ambienti protestanti ed evangelici.

    Rispondi
    • Giacomo Carlo Di Gaetano
      Giacomo Carlo Di Gaetano dice:

      Ringraziamo il prof. Marcello Cicchese per il suo commento; dobbiamo chiedergli pubblicamente scusa perché in quanto DiRS GBU non abbiamo risposto alla sua richiesta inviataci qualche tempo fa. Le ragioni sono sostanzialmente due: la prima è di ordine pratico: non avendo gli strumenti adeguati (come il presente sito) abbiamo un po’ rimandato al futuro la possibilità di occuparci del tema; la seconda ragione è di ordine diciamo strutturale: sicuramente ci interrogheremo sull’importante questione di Israle ma pensavamo che sarebbe stato più opportuno farlo a fronte di eventi e accadimenti che lo avrebbero richiesto.

      Detto questo vogliamo ricordare a tutti i lettori che ogni contributo sulle pagine del DiRS ma anche su altre manifestazioni di tutta la fellowship GBU è da attribuire alla responsabilità diretta del singolo o dei singoli autori. In futuro, per esempio, abbiamo intenzione di pubblicare articoli o pareri di autori e pensatori che argomentano contro il cristianeismo, tutto ciò al fine di aprire dibattiti e riflessioni che ci permettano di ricondurre ogni cosa alla conscenza di Gesù Cristo. Dunque accogliamo con convinzione il contributo di Henri Blocher sul tema di Israele, che tra l’altro è inserito in una serie dal titolo “La croce e il male”, pur essendo consapevoli che esso potrebbe non soddisfare totalmente coloro che nutrono una posizione diversa.
      Non ci sentiamo però di concordare con il prof. Cicchese sul fatto che la posizione del teologo francese sia una posizione “antiebraica”.

      Concludiamo dicendo che abbiamo chiesto al prof. Cicchese di contribuire al dibattito con uno spazio nella rubrica “Tre domande a …”.
      Di seguito riportiamo le tre domande che gli abbiamo posto e sulle quali, realmente e in uno spirito fraterno e sincero, ci piacerebbe leggere un suo intervento.

      1. Marcello, da molti anni hai sviluppato un raffinato e profondo interesse per la problematica di Israele, sia nell’accezione biblica del termine e sia nell’accezione più ampia, storica e culturale. A tuo giudizio qual è il problema della teologia cristiana, ed evangelica in particolare, in ordine al tema Israele?

      2. A volte si parla di “teologia della sostituzione”; potresti spiegare il senso di questa espressione? L’antisemitismo può essere ascritto totalmente a questa teologia oppure affinché si manifesti ha bisogno di altre radici?

      3. Esistono cristiani ed evangelici palestinesi (arabi). Come pensi debba vivere la propria esperienza di fede un simile credente in Gesù Cristo e la sua comunità alla quale appartiene?

      Il prof. Cicchese ha scritto diversi libri sul tema i cui riferimenti possono essere reperiti nella rete.

      Grazie ancora del suo intervento

      Rispondi

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