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L'integrità delle Scritture

L'integrità delle Scritture

Dal pomeriggio del 6 (domenica) al pranzo dell'8 (martedì) dicembre 2009

 

 

 

 

 

Tema

L'integrità delle Scritture.

  • Attacchi contemporanei all'Antico Testamento; come rispondervi.

  • Attacchi contemporanei al Nuovo Testamento; come rispondervi.

  • Prove dell'integrità delle Scritture.

  • L'autorità delle Scritture nella vita cristiana. 

  • L'autorità delle Scritture e l'evangelizzazione.

Scarica le slide degli studi: download


Oratore

Pete Williams si è formato alla Cambridge University, dove ha conseguito i diversi gradi accademici (MA, MPhil and PhD) nello studio delle lingue antiche che hanno a che fare con la Bibbia. Dopo il Dottorato ha fatto parte dello staff della Facoltà di Teologia della Cambridge University (1997-1998) e poi ha insegnato ebraico e Antico Testamento nella medesima università ed è stato Research Fellow in Antico Testamento a Tyndale House, Cambridge (1998-2003).

Dal 2003 al 2007 ha fatto parte della University of Aberdeen, in Scozia dove è divenuto Senior Lecturer in Nuovo Testamento e Deputy Head della Scuola di Teologia, Storia e Filosofia. Nel luglio 2007 è divenuto il più giovane Warden di Tyndale House. Conserva ancora la sua posizione di Senior Lecturer in Biblical Studies presso la University of Aberdeen ed è membro della Facoltà di Teologia della University of Cambridge. È sposato con Kathryn e ha due figli, Magdalena (2001) e Leo (2005). Ogni estate Peter guida anche dei gruppi evangelistici in Belgio.

In ragione della sua enorme competenza in entrambi i testamenti è considerato in molti ambienti come una sorta di nuovo F.F. Bruce e, al pari dell'esegeta scozzese, si sta distinguendo nell'ambito dell'apologetica in favore dell'attendibilità del testo biblico.

 

Resoconto IV Convegno

Senza rendercene conto siamo giunti al quarto Convegno Nazionale GBU! Un'emozione rinnovata è stata rivivere tre giorni di formazione insieme a tutti i gbuni italiani, conoscere la realtà dei singoli gruppi e condividere con ognuno di loro progetti e speranze per il futuro.

In continuità con gli studi dello scorso anno tenuti da Jonathan Lamb sull'integrità del cristiano, quest'anno con Peter Williams abbiamo trattato L'integrità delle Scritture, un tema quanto mai attuale visto la grande diffusione di alcuni libri di atei dichiarati che attaccano su vari fronti le Bibbia.

Per Sam Harris il problema principale è la fede che, individuando una distinzione tra chi crede o meno, fomenterebbe il conflitto nei rapporti umani, "in quanto è l'unica forma di pensiero che delinea le differenze tra la gente sulla base di ricompense o punizioni eterne." (Sam Harris, Lettera a una nazione cristiana, p. XX). La fede cristiana, più di ogni altra, istigherebbe alla violenza, afferma Richard Dawkins ne L'illusione di Dio, definendolo "sanguinario e istigatore della pulizia etnica; un bullo misogino, omofobo, razzista, infanticida, genocida, figlicida, pestilenziale, megalomane, sadomasochista e maligno secondo il suo capriccio." Quindi l'AT non sarebbe un libro accettabile in quanto in esso sono presenti troppi riferimenti alla guerra e alle punizioni che Dio infligge agli altri popoli (ad esempio, Dio ordina la distruzione dei Cananei). Come si può tollerare che un Dio d'amore ordini l'uccisione di qualcuno? Questo è immorale! A queste affermazioni, che a prima vista sembrano essere così forti e inoppugnabili, si può rispondere con facilità se si conoscono interamente usanze e tradizioni dei popoli puniti da Dio e la storia di Israele. Le pagine dell'Esodo rivelano un Dio misericordioso, "lento all'ira, ricco in bontà e fedeltà", il quale non punisce immediatamente gli Amorei, ma aspetta con pazienza che essi cambino i loro costumi, fino a quando però la loro iniquità non giunge al colmo. La stessa cosa vale per i Cananei. Essi non vengono puniti per la loro razza, ma per la loro malvagità: erano soliti infatti sacrificare i propri figli in onore dei loro dei, un gesto questo che Dio mostra di rifiutare. Nessun popolo inoltre si trova nella posizione di Israele: esso è il popolo che Dio si è scelto ed è la mano di Dio che giudica coloro che offendono la Sua santità con le loro azioni.

La stessa cosa vale per il problema della schiavitù, dove una sua migliore contestualizzazione e una più onesta analisi della Bibbia mostra chiaramente che esiste una differenza tra lo schiavo dell'impero romano e l'‘ebed (che traduce sia "servo" sia "schiavo") del popolo di Dio. Innanzitutto non esiste il possesso di un uomo, il quale mantiene i propri diritti sul proprio corpo, in quanto ogni cosa appartiene al Creatore. Ma soprattutto c'è il massimo rispetto della persona che il più delle volte considerava onorevole la propria condizione.

Tra gli attacchi al NT quello sicuramente più noto e che più ha fatto parlare di sé è stato quello di Dan Brown ne Il Codice Da Vinci, dove si parla di una vera e propria cospirazione, tesa a appoggiare il potere politico della Chiesa, nei confronti di quei vangeli che ponevano l'accento sulla natura umana di Gesù, i quali sono stati perciò rimossi dalla Bibbia. A dimostrazione di quest'accusa sarebbe la datazione dei libri del Nuovo Testamento che sarebbero stati scelti solo intorno al IV secolo.

Di fronte ad un'imponente quantità di documenti che attestano come i quattro Vangeli canonici siano stati assemblati prima del II secolo (Manoscritti dal 200-225 d.C, Ireneo, Teofilo di Antiochia, Eracleone, Epistula Apostolorum, Papia), si osservano le affermazioni diverse, confuse e annebbiate degli scettici che privilegiano una rivelazione divina diretta invece di una rivelazione storica. A questo riguardo, infatti, si potrebbe notare come tutti i vangeli apocrifi si servano di quelli canonici, rifiutino l'AT, diano per scontato che Gesù è Dio e, non essendo interessati alla storia, semplicemente non la raccontano. In pratica, non contengono nulla che possa convincerci della loro autenticità e precocità rispetto ai quattro vangeli.

Bart Erhman afferma che non è possibile credere nell'affidabilità dei Vangeli perché di essi non possediamo gli autografi, cosa a cui i Cristiani non hanno mai creduto. Erhman considera la Bibbia come un libro magico, dove una parola sbagliata o mancante fa fallire l'incantesimo. Ma non è così! La Bibbia, nonostante tutti questi ipotetici errori di copiatura, continua a mantenere la sua efficacia nei cuori di coloro che realmente cercano Dio.

Dopo aver preso coscienza di quali siano le accuse fatte alla Bibbia su diversi fronti, è ora necessario passare al contrattacco ed elencare quali siano i punti di forza dell'integrità delle Scritture, arma a dir poco fondamentale se si vuole rispondere con efficacia a quanti asseriscono il contrario.

La prima è un'informazione che si può apprendere osservando i nomi dei protagonisti delle storie. Nel leggere un racconto di qualunque genere, sia esso un romanzo o un documento storico, i nomi scelti ci guidano nel comprendere se esso sia autentico o meno quando vengano confrontati con quelli in uso nel periodo storico di cui si parla. La suddivisione dei nomi dell'AT in tre fasi, corrispondenti a tre periodi della storia di Israele (tempo dei patriarchi, dell'Esodo, di Geremia), ci mostra una similarità nei nomi di uno stesso gruppo che sottolinea l'evoluzione che essi hanno subito parallelamente all'evolversi della Storia. Ad esempio, i nomi che terminano in -iah presenti in Geremia non sono comuni nel Pentateuco, ma erano molto diffusi al tempo dell'esilio. Oppure desinenze come zur- erano frequenti anche in altre lingue antiche, come l'antico babilonese, l'ugaritico, il fenicio, l'assiro, tutte popolazioni che comunque condividevano delle relazioni con Israele, indicando una mutua contaminazione nei nomi usati. La stessa cosa vale per i Vangeli: essi hanno esattamente lo stesso modello di nomi che ci aspetteremmo da testi autentici. Nei Vangeli e negli Atti essi riflettono accuratamente il modello della Palestina. La frequenza di un nome, i soprannomi utilizzati per identificare due uomini che ne possedevano uno uguale, sono elementi presenti nei Vangeli! Tutto questo dimostra come nessuno, anche se molto abile, potesse inventare una storia credibile come quella di Gesù, rispettando un modello che obiettivamente è molto complesso. Ancor più che nei vangeli apocrifi molto spesso si incontrano nomi che sono evidentemente fuori luogo (ad esempio, nel Vangelo di Tommaso entrambi i soprannomi di Tommaso, Didimo Giuda, significano "gemello", il che non ha senso).

L'AT è ricco di profezie che in parte si sono adempiute nel NT. Ma come essere certi che esse sono state scritte prima degli eventi che sono poi accorsi? Per due motivi: abbiamo copie di esse scritte prima del NT e le ragioni linguistiche e storiche da sole lo provano. Per quel che riguarda la profezia del Messia c'è da sottolineare come la sua figura ci venga presentata in maniera conforme al racconto narrato. Nell'AT infatti è centrale il tema del peccato che accomuna tutti gli uomini e che solo un Dio misericordioso può cancellare, giustificandolo. Gesù, assumendo molti degli attributi dei sacerdoti del tempio, pone a compimento il piano di salvezza di Dio per l'uomo.

Infine, l'idea che la resurrezione di Cristo fosse stata una truffa organizzata dai suoi discepoli semplicemente non sussiste. Essa era in accordo con alcune affermazioni di Gesù, affermazioni a cui i farisei sembra abbiano creduto altrimenti non si spiegherebbe perché avessero così tanta premura nel rendere sicura la sua tomba. Allo stesso tempo, la resurrezione di Cristo è parte del messaggio che egli predicava: essa sconfigge il nemico dell'uomo, la morte, e si pone come una realtà per una resurrezione futura che riguarderà gli uomini. Qualcuno potrebbe affermare che a quei tempi era più facile credere in qualcosa del genere e quindi semplice inventare un racconto simile. Ma questo non è vero! "Il cristianesimo è nato in un mondo, come quello greco-romano, dove la sua credenza centrale [la risurrezione] era ritenuta falsa. Molti credevano che i morti non esistessero; al di fuori del giudaismo, nessuno credeva nella risurrezione." (N.T. Wright. Risurrezione, p. 35).
Che implicazioni hanno queste argomentazioni sull'integrità delle Scritture nella vita del Cristiano? "Or Gesù fece in presenza dei discepoli molti altri segni miracolosi, che non sono scritti in questo libro; ma questi sono stati scritti, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome" (Gv 20: 30-31). In questa senso la fede è sicura perché si basa sul resoconto di Gesù, la cui attendibilità è sostenuta da documenti di accertata credibilità storica.

Dio parla all'uomo attraverso le Scritture e pertanto il suo linguaggio e le parole che ci sono state tramandate attraverso di essa sono vere, perché riflettono il carattere di Dio, il quale è vero.

La Parola di Dio è pertinente, sufficiente e chiara in se stessa. Non è quindi un codice indecifrabile in cui la verità è sì presente, ma non interpretabile per l'uomo. Se infatti c'è una un'autorità in materia di fede, questa è indiscutibilmente la Bibbia i cui punti "luminosi" bastano per comprendere i passaggi più "oscuri". L'autointerpretazione della Scrittura implica la perspicuità, vale a dire la chiarezza intrinseca alla stessa, capace non solo di soddisfare i dotti, ma anche di farsi capire dalla gente semplice.
"La fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo" (Romani 10:17). Il rischio maggiore che si corre nelle argomentazioni di apologetica indipendente è quello di oscurare la Parola. Esse posseggono la capacità di esaltare la razionalità umana e portano sicuramente le persone ad affrontare un ragionamento su Dio. Ma pongono la mente dell'uomo nella pericolosa condizione di poter giudicare da sola se Dio esiste o meno. La Bibbia in realtà contiene già al suo interno le prove della sua veridicità e la sua capacità di rispondere ad un bisogno umano dovrebbe bastare per trovare le argomentazioni giuste che convincano chi si avvicini ad essa.

Per concludere...

Capire non è la base della fede! Non tutti coloro che hanno conosciuto Gesù hanno compreso fino in fondo il suo messaggio, ma sapevano che c'era qualcosa per loro in ciò che Gesù diceva e nei segni che egli ha mostrato nel suo soggiorno terreno. Giuseppe d'Arimatea non lo aveva conosciuto, eppure agisce per lui e dona una tomba per seppellire il suo corpo. Dio ci chiede di essere fedeli nel preservare l'integrità delle Scritture. Molto spesso la nostra mente si sofferma su un particolare, su un dettaglio che ci distoglie dall'importanza del suo contenuto: Gesù è venuto, è morto ed è risorto per donaci la vita! Se la Bibbia è "una copia, di una copia, di una copia, di una copia", il suo messaggio ne è in qualche modo sminuito?

"La nascita del Cristo è l'eucatastrofe della storia dell'Uomo; la Resurrezione, l'eucatastrofe della storia dell'Incarnazione." (J.R.R. Tolkien). La resurrezione determina il capovolgimento gioioso ("eucatastrofe") nella vita di ogni uomo che legge la storia dei Vangeli e crede in ciò che in essi è scritto. E se la vita di un uomo, che è schiacciata dal peso della morte, riesce a trovare un improvviso sollievo perché la Storia è ora cambiata dalla notizia che ha appreso da quel racconto, credete che abbia importanza quanti rotoli esistono di esso? La resurrezione di Cristo basta per autentificare il messaggio di salvezza che la sua nascita ha portato al mondo.

Eunice e Giusy, GBU Chieti|Pescara