III Convegno Nazionale
L'integrità del/nel servizio cristiano
6-8 dicembre 2008
Tema
Il tema scelto per questo anno è straordinariamente attuale. Il Signore ci chiama al suo servizio e vuole che questa chiamata sia libera da doppi fini, da strategie di qualsiasi genere ma sia INTEGRA. Il servizio cristiano è il contesto nel quale si fanno le esperienze più disparate: ambizione ma anche estrema dedizione; orgoglio, ma anche umiltà; strategie ma anche trasparenza ... Questo appello all'integrità sarà lanciato da Jonathan Lamb mediante la riflessione sulla seconda epistola di Paolo ai Corinzi.
Titoli dei cinque interventi:
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Che cos'è l'integrità II Corinzi 1:12-22
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L'integrità nel servizio cristiano II Corinzi 4:1-6
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L'integrità sotto attacco II Corinzi 4:7-18
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L'integrità nella comunione II Corinzi 1:23 - 2:11
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L'integrità in ogni aspetto della vita II Corinzi 6:1 - 7:1
Oratore
Jonathan Lamb, di Exeter, Inghilterra, ha studiato geografia ed economia e Religious Studies. Ha occupato importanti cariche nell'ambito del movimento degli studenti universitari evangelici (IFES = International Fellowship of Evangelical Students ). È stato infatti segretario generale per l'Europa e per la vecchia Unione Sovietica e poi Segretario Generale aggiunto di IFES.
Attualmente è responsabile del progetto della Langham Partnership International (la fondazione creata da J. Stott) che si occupa di incoraggiare e aiutare lo sviluppo della predicazione e del ministero di insegnamento nelle chiese dei paesi del terzo mondo. Questo compito lo porta in giro per il mondo a collaborare con molte realtà ecclesiali in crescita e in via di sviluppo.
Ha scritto diversi e importanti libri la maggior parte dei quali si occupano della crescita quantitativa e qualitativa della chiesa del Signore e della testimonianza dei credenti.
In italiano le Edizioni GBU hanno pubblicato il suo Verità più amore. Un binomio inseparabile (2000), libro che aiuta a pensare in maniera integrale alla corrispondenza delle idee dottrinali con la pratica di un'etica e un comportamento improntati anch'essi alla Parola di Dio.
Durante il Convegno Nazionale del GBU a dicembre sarà presentato il suo libro dal titolo Integrità .
Jonathan vive a Oxford con sua moglie Margaret e tre figlie.
Testimonianza: Tornando dal convegno ho pensato molto...
Tornando dal convegno ho pensato molto. Ne è uscito un canovaccio. Spesso si ammirano le cose belle e grandiose con riverenza, riconoscenza e nella consapevolezza di non riuscire a descrivere bene quanto abbiamo visto, udito, toccato, respirato, ricevuto e, in qualche, misura dato.
Nel silenzio del ritorno a casa, ho molto riflettuto. Silenziosamente. Ho deciso di rompere quel silenzio per un attimo, per condividere quello che Dio mi ha donato tramite il convegno e tramite i partecipanti, tramite gli amici di lunga data e quelli nuovi. Avevo bisogno di risposte, alcune le ho trovare alcune invece sono diventate nuove domande, per le quali sono grato comunque perchè domandare è poi ricevere, bussare è farsi aprire, cercare è trovare.
Queste parole che seguono sono espressione di riconoscenza a Dio per cosa ho udito, per chi ho visto, per le persone con cui ho parlato, pranzato o cenato, con cui ho condiviso una stanza, con cui ho scambiato pensieri, con cui ho bevuto seduto a un tavolo, per tutto quello che fa di momenti come questo un luogo di sosta dove bere ancora acqua e mangiare qualcosa che ci servirà per continuare quella corsa che ci è proposta, aperta per noi dal Precursore e al cui traguardo troveremo Dio stesso, non soltanto colui che ci darà l'abbraccio tanto atteso, ma che dagli spalti fa un tifo entusiasta per ognuno di noi.
Con affetto | Jonathan - GBU Rimini
Glimpse XI - Sulla strada del ritorno
"Ho attraversato una strada
grigia e ruvida
su cui le ruote stridevano
e la gomma si bruciava.
Ne ho voluto sentire l'odore sgradevole
e ho colmato i miei sensi del suono del ritorno.
Ho visto dai finestrini
coste sempre uguali
e sempre diverse
(perchè talvolta basta un albero
per rivoluzionare una visione
e farci partecipi dell'inusuale bellezza
del monotono -
come stancarsi dell'azzurro uniforme del mare? -)
Nel paesaggio che scorreva
ho visto non più case
ma volti familiari.
Dalle ampie finestre,
tra serrande e ribalte,
ho visto mani che salutavano.
Sulle porte,
abbracci accoglienti.
Nell'imbrunire
scintilla di sguardi e d'occhi,
rassicuranti.
Volti,
visti per la prima volta,
volti,
rivisti dopo tempo
(hai conosciuto la "sera prima" quando si immagina la gioia dell'incontro?) ,
volti nuovi
eppure come di amici di lungo tempo;
volti noti
eppure freschi come la bellezza del primo amore.
Volti che guardano a un Volto
perchè i lineamenti di grazia
prendano carne sui nostri zigomi,
sulle nostre mascelle,
sui complicati movimenti che
presiedono un atto così anelato
come un sorriso di pace.
Abbracci dati,
Abbracci ricevuti,
abbracci di chi sa che c'è un Fiume segreto
alle cui acque noi tutti attingiamo
e la cui estensione unisce le nostre città, i nostri confini,
le nostre lingue, le nostre vite.
Abbracci che estendono un Abbraccio
desideroso di stringere a sè,
l'abbraccio di Chi, per poterci
parlare e toccare
ha deciso di manifestarlo
tramite il rintoccare del martello
sui chiodi.
Mani che si stringono
e dicono con le dita
quello che timidezza o carattere
non può e non vuole farci dire.
Mani ferite che avevano bisogno di balsamo,
mani forti che dovevano imparare la mansuetudine delle carezze,
mani fiacche che dovevano essere alzate dagli amici fedeli,
mani riposate che dovevano alzare le mani di chi era stanco.
Mani che cercano la Mano
che ha su di sè
la forza dei mondi,
e la folle debolezza della croce di legno,
la potenza di mari che si aprono,
e la delicatezza di chi parla dei gigli del campo.
Occhi che si cercano,
occhi curiosi,
occhi timidi,
occhi attenti,
occhi tristi
eppure occhi che
amo vedere con i miei occhi.
E mi guardo indietro
mentre la macchina procede ostinata,
per portare con me
non solo un mosaico di iridi ,
ma il loro cantare,
perchè mentre la musica risuonava
nella stanza del mare,
gli occhi intonavano
polifonie profumate
a quel Dio che ha nei Suoi occhi
i colori di tutti gli occhi che lo guardano.
Nei rumori del viaggio
e nella fretta dei sorpassi
ho sentito il tempo rallentare.
Non negli asessuati laboratori
ma nella vita,
ciò che la relatività teorizzò,
è diventato vero:
il tempo si è avvolto su se stesso
e l'anima
risuona ancora di echi
di preghiera.
Nella mezz'ora di silenzio che v'è in cielo
la nostra richiesta sale:
ancora vogliamo risuonare,
sui tetti delle case
e nelle cantine,
sui monti e nella valli,
sui sentieri dritti
e quelli storti:
dovunque il nostro piede calcherà orme.
E quand'anche il vento cancellerà dove siamo passati
la Tua impronta, Dio dal cuore che batte,
rimanga."
Testimonianza: Entusiasmante, intenso, incoraggiante..
Ciao a tutti!! Siamo tra le prime ad essere arrivate a casa...e forse anche tra le prime a esprimere le nostre impressioni sul convegno attraverso questa mailing list.
Che dire?! Entusiasmante, intenso, incoraggiante...potremmo continuare così all'infinito, cercando le parole giuste eppure, forse, non sarebbero abbastanza quanto " Grazie Signore!".
È bello ritrovarsi tra studenti, amici, persone con cui poter condividere la propria fede e la propria esperienza di studenti, ma ancor più bello è arricchirsi, crescere insieme e sapere che in questi momenti stiamo ponendo -insieme- le fondamenta più profonde della nostra vita, quelle che non potranno mai essere smosse. Tra le cose che sempre porteremo con noi ci sono gli studi di Jonathan Lamb, i momenti di lode e di riflessione, i momenti allegri ma sentiti della serata studenti con il mimo e le testimonianze dei vari gruppi. Ognuna di queste cose ha suscitato in noi emozioni forti che, benché intense, presto saranno sostituite dalla routine quotidiana, ma ciò che rimarrà sarà il forte senso di responsabilità, il dover prendere decisioni coerenti con la nostra fede non solo nell'università, ma anche nel mondo lavorativo, come soprattutto gli imprend itori di APICE ci ricordavano. L'integrità del cristiano si manifesta tanto più pienamente quanto più francamente viviamo il Vangelo. Chiediamoci se predichiamo ciò che pratichiamo o se siamo pieni di belle parole che non possiamo poi trasformare in azioni, chiediamoci se siamo disposti a vivere pienamente l'integrità, costi quel che costi e prendiamo una decisione, oggi, per essere usati da Dio come servi fedeli e umili, pronti a manifestare il Suo carattere in tutte le sfumature della nostra esistenza. Lode a Dio!
È vero, i tempi sono difficili. Per i neolaureati il mondo del lavoro è pieno di tentazioni, per quelli che non ancora hanno terminato il loro percorso di studi, lo scoraggiamento a volte è così forte da far dimenticare la méta, ma la nostra speranza è in questo: ciò che noi siamo, anche la nostra integrità, è ciò che Dio opera in noi. Dipendiamo totalmente da Lui, che è buono e fedele e questo non può che incoraggiarci e spronarci a lasciarGli usare le nostre debolezze per la Sua gloria.
Speriamo di rivivere presto altri momenti simili e, nell'attesa, un buon lavoro a tutti noi!
Al prossimo incontro, MaryFree, le gemelle (Eunice e Giusy) e Ruhama GBU Chieti | Pescara

