Il significato del matrimonio (Lunedì Letterario)

Lunedì 26 marzo 2018

In occidente l’istituto matrimoniale è ormai da tempo preso d’assedio, ridefinito e condannato a una condizione di marginalità e subalternità dal pensiero dominante. Sovrastrutture sociali e religiose depositarie di convenzioni sedimentate, d’altro canto, proiettano una visione del matrimonio asfittica e schiava di atavici super-io. Con una prosa accattivante e ricca di opportune citazioni letterarie, Tim Keller, pastore evangelico della Redeemer Presbyterian Church di New York e noto autore evangelico, ne Il matrimonio, edito per i tipi di Casa della Bibbia (2016), si propone di decostruire quelle visioni del matrimonio, e religiose e secolari, che hanno nella soddisfazione dell’io il denominatore comune, per riscoprire il significato essenziale dell’unione coniugale ― The meaning of marriage è il titolo originale dell’opera edita da Penguin.

Keller ci presenta un paradigma del matrimonio che sfida lo spirito del tempo, in quanto non già riflesso di dinamiche umane, ma di rapporti interni al Dio trino e della relazione che Dio desidera instaurare con l’uomo. L’amore, il servizio e la sottomissione che informano la relazione fra Padre, Figlio e Spirito diventano modello per l’uomo, creato maschio e femmina per rifrangere nell’unità della coppia l’immagine e la somiglianza di Dio. Non solo, ma Dio si incarna per raggiungere l’uomo nella sua condizione e stabilire con lui una relazione che si fonda sulla sua grazia. Nell’incarnazione Cristo declina l’autorità di Dio sull’uomo in termini di servizio e con la sua ubbidienza al Padre fissa il modello di sottomissione. Ecco che servizio e sottomissione vengono ridefiniti e nobilitati, riscattati dalla visione patriarcale come anche da una visione individualista che fa dell’emancipazione il valore ultimo.

Tutto in Cristo si traduce in amore. Il principio sotteso costituisce, sulla scorta del pensiero di C. S. Lewis (vd. Scusi, qual è il suo Dio, Edizioni GBU, 1981; Il Cristianesimo così com’è, Adelphi, 1997) e Gary Thomas (Vincolo santo, Edizioni GBU, 2009), una sorta di fil rouge lungo gli otto capitoli in cui il libro è suddiviso e si contrappone al principio dell’egocentrismo umano, quello che C. S. Lewis chiama “il grande peccato”. Il matrimonio cristiano non è spazio al cui interno l’egocentrismo dell’uomo può vantare prerogative e attuare le proprie rivendicazioni. Nel matrimonio cristiano non vedo più l’altro in funzione di me stesso, come fonte cioè di appagamento dei miei bisogni e desideri, ma il bene altrui, bene che coincide con la santificazione della persona, diventa fine in ragione del quale trovo vero significato e soddisfazione. In altre parole, l’invito che la persona e l’evento di Cristo nella storia significano recita in relazione al matrimonio: non cercare te stesso, ma perdi te stesso per l’altro e troverai l’altro e, insieme a lui, te stesso. Come realizzare tutto ciò? Se lo sviluppo di ciascun capitolo impone una scelta, ogni capitolo si chiude con un rimando a Cristo. Cristo è sì il modello del matrimonio cristiano, ma è ad un tempo fonte cui attingere per realizzarlo. Soltanto la persona che ha trovato in Cristo il fine ultimo dell’esistenza e la fonte che appaga ogni bisogno e desiderio è libera di amare. Soltanto la persona salvata da se stessa può vedere l’altro, donarsi a lui e votarsi al suo vero bene.

Un limite del libro è forse da ricercare nella marginalizzazione dell’elemento fisico, estetico ed emotivo. È Dio stesso a legittimare ed elevare l’elemento terreno attraverso creazione e incarnazione. Se l’amore romantico non può essere elevato a fine del rapporto fra uomo e donna, pena la continua disintegrazione dei rapporti e una ricerca mai compiuta, nella misura in cui Dio è centro e fine dell’individuo e del rapporto, tutto ciò che è terreno assume il suo vero significato e viene, per così dire, restituito all’uomo in tutta la sua bellezza.

In ultima analisi, Keller fornisce una visione estremamente realistica del matrimonio, invitando nel contempo il lettore a riscoprirne il significato e la bellezza attraverso le lenti dell’evangelo.

Non si può infine non fare un pur breve cenno all’eccellente lavoro editoriale frutto di uno sforzo da parte di Casa della Bibbia che rende giustizia alla pubblicazione originale.

 

(Filippo Falcone – DiRS GBU)

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