L’Immacolata concezione, la sua funzione politica e il retroterra teologico
di Giacomo Carlo Di Gaetano
Il primo caso della commistione tra politica e pietà popolare (vedi a proposito l’articolo: La pietà popolare del cattolicesimo alle prese con superstizione, criminalità e politica), commistione che trova sbocco nella formulazione di un dogma, è quello dell’Immacolata Concezione di Maria (1854). In questo evento fondamentale per il cattolicesimo moderno devono essere distinti diversi piani.
Da un punto di vista “ecumenico” si tratta, insieme a quello dell’Assunzione, di due dogmi “promulgati durante lo stato di divisione delle chiese (Sesboué, 1995) e dunque di dogmi non riconosciuti dalle chiese sorte dalla Riforma nonché non linearmente condivise dalle chiese ortodosse.
Da un punto di vista biblico-teologico è noto come questo dogma si porti appresso la coscienza, per quanto attiene il fondamento biblico, che quella verità è “consegnata dalle divine Scritture al giudizio dei Padri” (Ineffabilis Deus); mentre dal punto di vista strettamente relativo alla storia della teologia essa si trova all’interno di quel movimento che espunge la figura di Maria dalla sua stretta relazione cristologica a cui l’avevano consegnata le prime formule confessionali (“nato realmente dalla vergine” – Ignazio d’Antiochia) per farle spazio nell’ambito dell’economia della salvezza.
Nonostante le contestazioni medievali tra cui spicca quella di Tommaso d’Aquino.
Infine c’è il piano della pietà e devozione popolari che pur attraversando i secoli si infiamma all’inizio del 1800 per una serie di eventi e iniziative.
Ed è qui che, nell’analisi del percorso che vedrà la forte iniziativa dei laici, le consultazioni vaticane di vescovi e ben due commissioni create ad hoc, emerge la funzionalità politica del dogma. E non solo: proprio nella sua funzione anti-liberale la costruzione del dogma fa emergere anche altre interessanti chicche di riflessioni teologiche.
La politicizzazione del culto dell’Immacolata si trova nel solco della contrapposizione tra cattolicesimo e modernità.
Da un lato c’è la perdita della presa che la chiesa esercitava sulla società ma anche sulla politica vera e propria (p.es. la questione romana sarà un tema politico lungo tutto il XIX secolo); dall’altro ci sono le correnti liberali che tendevano ad assegnare fette sempre più ampie di determinazione politica ai suffragi delle popolazioni in lotta per l’indipendenza.
Così si esprime senza mezzi termini Menozzi: “Nei primi dell’Ottocento la tendenza generale a caratterizzare la pietà mariana in chiave antimoderna comincia a condensarsi in maniera più stringente attorno alla venerazione della Madonna sotto il titolo di Immacolata” (p. 30).
Il percorso che seguirà la preparazione del dogma vedrà infatti emergere sempre più chiaramente l’associazione tra l’auspicata diffusione della venerazione di Maria sotto questo “privilegio” (Immacolata) e l’individuazione di una serie di mali del tempo che rimandano chiaramente alla lotta per le costituzioni e ai vari sommovimenti che preparano l’epopea del Risorgimento. Già nell’ enciclica Ubi primum recante il quesito a tutti i vescovi si fa riferimento alle “tempeste fuoriosissime dei mali …” (p. 35).
Ma il passo decisivo della commistione tra politica e devozione all’Immacolata è compiuto con la seconda commissione costituita da Pio IX per aiutarlo nella formulazione del dogma.
Questa commissione dovrà: raccogliere i principali errori dei nostri tempi; stabilire le antitesi e i veri opposti; formare un simbolo ortodosso contro l’eterodossia e infine determinare la connessione tra questo simbolo e l’immacolata concezione.
Le cose non andranno lisce, nel senso che sì, è vero, il dogma viene promulgato (1854), la devozione rafforzata ma le tendenze che essi volevano combattere restano e portano i bersaglieri a Roma nel 1870 (significativa questa coincidenza di trionfo chiesastico e sviluppo liberale).
Nelle pieghe del tentativo di legare il dogma in formulazione alla lotta contro le forze del progresso liberale, contro l’autedeterminazione dei popoli, contro gli albori di imperfette democrazie fondate sul suffragio troviamo alcuni passaggi della riflessione teologica affidata agli organi della pubblicistica cattolica quali giornali e pubblicazioni varie che hanno a che fare con il tema della corruzione e depravazione del genere umano a causa del peccato originale (dal quale Maria sarebbe stata preservata).
Nelle parole di un sostenitore del dogma, il predicatore genovese Gaetano Alimonda, con il dogma dell’Immacolata viene posta di nuovo a fondamento della società una pietra che era stata rimossa, vale a dire il fatto che gli uomini “non sono intatti e buoni per sé, ma corrotti di colpa e miseri e infermi per la natura contaminata”; “a questo scopo serve mirabilmente la proclamazione del dogma dell’Immacolata, che, proprio nel momento in cui una satanica rivoluzione aggredisce il papato, rende “di fede che gli altri uomini, tutti, dalla Vergine in fuori, vennero concepiti nella disgrazia di Dio e nella infelicità della terra” (p. 55).
Ecco allora, dietro l’urgenza di questo nuovo dogma c’è sicuramente l’istanza politica di frenare nella coscienza popolare l’avanzata delle forze e delle idee liberali ma, essendo queste ultime la manifestazione moderna della totale depravazione dell’uomo, allora si rende necessario un nuovo antidoto, che passa al lato della sufficienza di Cristo, il secondo Adamo (Rom 5).
Il tema del peccato e della depravazione del genere umano è un tema delicatissimo che può orientare in maniere imprevedibili la costruzione sistematica della riflessione delle chiese e delle tradizioni teologiche.
L’Immacolata Concezione è solo uno dei modi sbagliati (ritenuto tale da un evangelico) di capire in che modo la Bibbia indica il rimedio.
Ma non è il solo.
- Menozzi, Il potere delle devozioni. Pietà popolare e uso politico dei culti in età contemporanea, Carocci, 2022
Nota: Le riflessioni contenute in questo articolo sono frutto dell’elaborazione dell’autore. Pur essendo in linea con le Basi di Fede del GBU, i contenuti rappresentano il pensiero del singolo redattore e non impegnano la posizione ufficiale dell’associazione.
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