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Fake news, complottismo e cristianesimo

di Giambattista Mendicino

 

Sono un frequentatore assiduo dei principali social networks, Facebook in particolare. Rimanere in contatto con i tanti amici e conoscenti che vivono lontano è un’opportunità preziosa, tuttavia bisogna fare i conti con gli aspetti negativi di questi mezzi; il più grave è costituito dalla circolazione di bufale, fake news virali e strampalate teorie cospirazioniste che nei social hanno trovato un terreno straordinariamente fertile. L’argomento merita qualche riflessione, soprattutto da quando si è capito che le bufale non sono innocue.

I social sono diventati campo di battaglia politico e la propaganda virale è un’arma in grado di condizionare fortemente il dibattito pubblico. Non si sono ancora spenti gli echi delle discussioni su quanto le campagne di disinformazione mirata orchestrate all’estero abbiano potuto influenzare le elezioni presidenziali americane del 2016, il referendum britannico per la Brexit o le elezioni politiche italiane del marzo 2018.

Oltre agli aspetti politici va considerata la disinformazione scientifica con i suoi potenziali effetti negativi: una questione di urgente attualità in tempo di pandemia globale[1].

I cristiani -e gli evangelici in particolare- non sono esenti da questo problema; anche sulle bacheche di contatti cristiani, che costituiscono la gran parte delle mie interazioni sociali, mi imbatto quasi quotidianamente in qualche notizia che è possibile etichettare come fake. La cosa è particolarmente allarmante se si considera che questo non succede solo con le pagine personali con poche decine o centinaia di interazioni ma anche con pagine pubbliche dichiaratamente cristiane che contano migliaia di followers.

Il primo fenomeno che si osserva è interno al mondo cristiano; si tratta per lo più di catene contenenti richieste di preghiera per particolari situazioni riguardanti i cristiani perseguitati. Il fenomeno è diventato così diffuso da indurre la principale organizzazione al servizio della Chiesa perseguitata ad aprire una pagina di fact-checking di notizie false legate a questo àmbito[2].

Il secondo fenomeno riguarda invece la permeabilità che sta mostrando il mondo evangelico verso le fake news create all’esterno che spesso si rifanno a teorie del complotto o, in certi casi, la diretta adesione di individui o movimenti cristiani ad alcune di queste teorie.

Se il primo esempio può essere etichettato come semplice ingenuità -comunque da evitare- il secondo richiede una riflessione particolare perché, a mio parere, la convivenza tra la fede cristiana, fake news e teorie del complotto è decisamente problematica.

Senza fare un’approfondita analisi che richiederebbe ampio spazio e altre competenze, in questa sede possiamo limitarci a qualche osservazione del fenomeno in relazione con l’insegnamento biblico.

Le fake news, che siano messe in giro per mero business o per propaganda funzionano perché fanno appello ai sentimenti, non alla ragione; la viralità online parte dalla “pancia”, non dalla “testa”. La fede cristiana fa invece appello all’uso dell’intelligenza e della ragione. John Stott nel breve ma fondamentale saggio “Creati per pensare” stigmatizza fortemente il mancato uso del pensiero e della riflessione, in quanto segno dell’immagine di Dio: ”Quando gli uomini non utilizzano la loro intelligenza ma solo l’istinto, si contraddicono, perché negano la loro origine e la loro natura, e perciò dovrebbero vergognarsene[3].

Una delle caratteristiche fondamentali del complottismo è l’offerta di una risposta semplice, alla portata di tutti, ai dubbi e alle incertezze dell’esistenza. E’ stato osservato che l’uomo preferisce una spiegazione, non importa se falsa, al dubbio. Il complottismo fa esattamente questo: offre risposte facili, spesso limitandosi a cercare un capro espiatorio a cui dare la colpa; la storia degli Ebrei, il capro espiatorio per eccellenza, è drammaticamente esemplificativa a riguardo. Il complottismo si nutre di rancore, invidia sociale e inquietudine e a sua volta li alimenta in un perverso circolo vizioso.

Non è un caso che più forti siano le crisi e le tensioni sociali, più ampia sia la diffusione del complottismo.

I cristiani non sono esenti dai dubbi e dalle paure comuni a tutti gli esseri umani, sia nella sfera individuale che in quella collettiva, ma non dovrebbero diventare ingranaggi di questo meccanismo disgregante perché sanno di poter fare affidamento in ogni circostanza all’aiuto del Dio in grado di provvedere ad ogni bisogno (Filippesi 4:19).

I cristiani che più o meno consapevolmente entrano in questa logica manifestano mancanza di fede nella sovranità di Dio, cessano di essere sale e luce per essere invece contaminati da sentimenti negativi, facendosi a loro volta strumento di ottenebrazione anziché di illuminazione.

Possiamo ancora osservare che le soluzioni offerte dal complottismo, oltre a essere semplicistiche e a non richiedere quindi particolari sforzi intellettuali hanno un altro punto di forza nella loro apparente credibilità; ciò è dovuto al fatto che smentirle è praticamente impossibile, trattandosi di supposizioni che richiedono una probatio diabolica impossibile da fornire.

Questa è una delle differenze più profonde con la fede cristiana che, al contrario, è una fede storica, fondata su fatti documentati e che dà ampio rilievo alle evidenze. L’evangelista Luca scrive a Teofilo di “essersi accuratamente informato di ogni cosa dall’origine” prima di accingersi a raccontare la vita terrena di Cristo (Luca 1:3);  Pietro sottolinea il fatto di essere stato testimone oculare della maestà di Cristo (2 Pietro 1:16).  La fede biblica è il contrario della credulità, perché si fonda su fatti che possono essere provati; difficile che non ci si renda conto di quanto sia dannosa per la credibilità della nostra testimonianza la condivisione di notizie false: essere testimoni di colui che “si presentò vivente con molte prove” (Atti 1:3) e, contemporaneamente, contribuire alla diffusione di teorie improbabili è incoerente.

Se qualche critico della fede si imbattesse in alcuni dei post che a volte condividiamo senza riflettere, la sua convinzione che i cristiani sono degli ingenui e dei creduloni ne uscirebbe rafforzata.

Possiamo fare qualche ipotesi per provare a spiegare il successo del complottismo nel mondo evangelico.

Innanzitutto, credo che esista un terreno fertile dovuto alla diffusione, trasversale nel mondo evangelicale, di una certa diffidenza (più o meno ampia) verso le Istituzioni, l’attività scientifica e la cultura in generale.

Si deve poi aggiungere la rilevanza che la predicazione “apocalittica” ha assunto negli ultimi decenni. I grandi sconvolgimenti della storia risvegliano i fermenti millenaristi che in periodi più tranquilli paiono sopirsi; stiamo assistendo a qualcosa di simile a partire dall’attentato dell’11 settembre 2001. Gli occhi della chiesa, negli ambienti dispensazionalisti, sono puntati sui “segni dei tempi” della seconda venuta di Cristo che sappiamo essere preceduta, secondo una diffusa interpretazione, dall’ascesa “fisica” dell’Anticristo alla guida dell’umanità. Si pone enfasi particolare su qualsiasi fatto che possa in qualche modo essere messo in relazione all’Anticristo; sembra che questi eventi suscitino in noi più paura che speranza, ne abbiamo un chiaro esempio nell’annosa questione del “microchip-marchio della bestia”.

Questa visione ha un forte terreno comune con le teorie complottiste –il microchip è anche un loro cavallo di battaglia- che vedono individui e gruppi organizzati lavorare nell’ombra per ottenere o mantenere il controllo sul mondo. “La lotta segreta fra bene e male, Satana, la grande congiura internazionale, sono tutti elementi perfettamente compatibili con certe forme di predicazione” osserva Marc-André Argentino, ricercatore presso la Concordia University di Montréal[4]; l’adesione di alcuni movimenti evangelicals di stampo neo-carismatico alle teorie complottiste del gruppo “Q-Anon[5]” porta  a ipotizzare la nascita di un nuovo movimento religioso, in cui Bibbia e teoria del complotto svolgono il ruolo di reciproche chiavi interpretative[6]. Pur senza evocare quest’ultimo scenario, decisamente inquietante, appare chiaro che la Chiesa si trova ad affrontare una sfida delicata.  Probabilmente la situazione attuale è il risultato di decenni di trascuratezza degli aspetti della vita cristiana e della fede legati all’intelligenza e al pensiero “critico”. Nelle parole scritte negli anni ’60 da Harry Blamires in The Christian Mind possiamo trovare quella che può essere considerata la radice del problema: “Un pensiero specificamente cristiano non c’è più. Rimane ancora, naturalmente, un’etica cristiana, una pratica cristiana ed una spiritualità cristiana…Ma come esseri pensanti, i cristiani moderni sono stati vinti dalla secolarizzazione[7]. La ricostituzione di un autentico pensiero cristiano dovrebbe essere il punto da cui partire per dotare la Chiesa degli anticorpi necessari per resistere al virus cospirazionista; i giovani studenti e laureati dei GBU hanno un ruolo importante da giocare in questa partita.

 

Giambattista Mendicino si è laureato in giurisprudenza con una tesi in diritto ecclesiastico. E’ stato coordinatore del gruppo GBU di Torino.

[1] https://dirs.gbu.it/complottismo-e-coronavirus/

[2] https://www.porteaperteitalia.org/fake-news/

[3] John Stott, Creati per pensare, Edizioni GBU, p. 19

[4] https://www.evangelici.net/focus/1592729014.html

[5] https://it.wikipedia.org/wiki/QAnon

[6] https://theconversation.com/the-church-of-qanon-will-conspiracy-theories-form-the-basis-of-a-new-religious-movement-137859 (in inglese)

[7] Harry Blamires, The Cristian Mind, SPKC,  p.43

Complottismo e coronavirus

di Ed Stetzer

Pubblichiamo qui in versione integrale il testo di Ed Stetzer (già pubblicato da un altro network evangelico in versione ridotta) sulle teorie complottiste e le fake news che si diffondono sempre di più nel mondo evangelico. A proposito di questo problema il Dirs aveva già pubblicato a inizio pandemia il contributo di Nicola Berretta che parlava del problema (https://dirs.gbu.it/tre-domande-a-nicola-berretta-su-virus-pandemie-e-contagio/ ).

Anche Berretta aveva notato che tra i cristiani evangelici sembrava esserci una maggiore predisposizione a proposito delle fake news: questo è vero soprattutto negli USA, ma il fenomeno si è diffuso anche in Italia. Stetzer ricorda che l’ingenuità non è una virtù cristiana e che, talvolta, i credenti lo fanno con un certa ingenuità, cercando fonti alternative rispetto ai media mainstream, visti spesso come contenitori con valori alternativi alla propria fede. La diffusione dei social media, di cui stiamo anche vedendo gli effetti positivi in questo periodo di isolamento, ha portato anche alla vere e proprie fabbriche di notizie false che servono ad influenzare l’opinione pubblica ed anche la nostra. L’A. dell’articolo ci richiama alla priorità del Vangelo e del suo annuncio, ma anche dell’Amore per la Verità che dovrebbe portarci sempre a controllare quello che trasmettiamo ed a comprendere che la nostra agenda va al di là di quella di stigmatizzare il male nel mondo, senza cercare di redimerlo. La nostra speranza è che la lettura di questo articolo, come degli altri materiali che stiamo proponendo in questo periodo siano un valido ausilio e risorsa per chi voglia un’informazione corretta e documentata. In un mondo di post-verità come è quello odierno, conviene appellarsi alla Verità del Vangelo ed ad essa conformarsi anche quando diffondiamo notizie che non provengano dalla Bibbia.  (Valerio Bernardi)

 

L’attuale pandemia globale ha creato una eccezionale fioritura di teorie complottiste. Purtroppo, i Cristiani sembrano essere ingannati da queste teorie in maniera sproporzionata. Ho anche scritto precedentemente che, quando i Cristiani mentono, bisogna che si pentano di queste bugie. Condividere fake news ci fa sembrare ingenui e danneggia la nostra testimonianza. Abbiamo visto che nell’ultima elezione le fabbriche di troll si sono concentrate sui cristiani evangelici conservatori. E ora di nuovo ci troviamo nella stessa situazione.

Che fare adesso?

In primo luogo, bisogna parlare, in particolare a coloro che sono stati di nuovo ingannati e dirgli con amore: “Bisogna andare a fonti attendibili”. I feed di notizie dei social media non sono una fonte affidabile. Questo è il motivo per cui abbiamo creato www.coronavirusandthechurch.com, per fornire informazioni credibili ai pastori. Ma vi è un’abbondanza di fonti di notizie attendibili che in genere provengono da organi che non hanno precedenti nello smerciare teorie complottiste. In secondo luogo Dio non ci ha chiamato ad essere facilmente ingannati. La creduloneria non è una virtù cristiana. Credere e condividere teorie complottiste non onora il Signore. Potrebbe farci sentire meglio come fossimo esperti, ma può finire che si faccia del male agli altri e può danneggiare la nostra testimonianza. Tuttavia noi abbiamo a che fare con una nuova ondata di teorie complottiste. Si guardi alla lista su Wikipedia, o le si cerchino usando alcune parole chiave. Sono tanto diverse quanto strane. Ed i cristiani le stanno condividendo. Di nuovo.

La diffidenza verso i media ed il governo

Comprendo la diffidenza di molti cristiani nei confronti dei media e del Governo. Il Pew Research ha segnalato che molti di coloro che preferiscono credere che il virus sia stato creato nel laboratorio sono Repubblicani, coloro che tendono ad essere più religiosi e più diffidenti nei confronti del governo.

Comunque, questa diffidenza porta spesso i credenti a diventare più creduloni, piuttosto che più perspicaci.

La Parola di Dio ci chiama ad essere “saggi, non stolti” (Ef. 5, 16).

Bisogna che diveniamo perspicaci e riflessivi nelle nostre credenze ed in ciò che condividiamo con gli altri.

Se qualcuno vuole credere che qualche laboratorio segreto abbia creato il Covid-19 come arma biologica, e che ora tutti lo stanno coprendo, non lo posso fermare. Se qualcuno vuole credere ad una delle decine di teorie complottiste che stanno già circolando, questa è sua responsabilità. Ma se si crede in ciò, cosa si farà quando le persone inizieranno a credere che il vaccino è anche parte di questa cospirazione?

Allo stesso modo vediamo alcuni leader cristiani eccitati all’idea di essere perseguitati se si ignorano le attuali linee guida e si cerca di riunire un migliaio di persone per il culto durante la pandemia. Abbiamo visto qualche pastore fare uno spettacolo di sé a Pasqua quando dovrebbe rendere spettacolo molto più Gesù.

Ci sono dei problemi? Certo, alcuno sindaci ed un governatore o due hanno fatto e detto delle sciocchezze. Queste azioni sono già state portate davanti al giudice. In una crisi globale, alcuni esagerano ed altri gli rispondono e poi ci sono ancora ci sono le reazioni. Questa non è una cospirazione voluto dallo stato in segreto.

E’ vero che la Cina non è stata né di aiuto né trasparente e occorre che siano chiesti ulteriori dettagli. Domande legittime possono e devono essere chieste (e sono state chieste!) ma ci sono sbalorditive e bizzarre teorie complottiste sulla guerra biologica, su un piano di vaccinazioni malvagio, complotti per abolire la libertà religiose, torri per la trasmissione del 5G che diffondono il virus e così via.

Riempiono i social media nei feed di molto che si identificano come Cristiani. Di nuovo.

Uno dei motivi per cui ho scritto Christians in the Age of Outrage: How to Bring Our Best When the World Is at Its Worst (I cristiani nell’età dell’indignazione: come tirar fuori il nostro meglio quando il mondo è al suo punto peggiore) è perché i cristiani stanno cominciando ad essere indignati per cose che non sono vere.

Il risultato finale è essere facilmente ingannati ed aderire ad idee che possono divenire reali minacce, specialmente quando si sta cercando di sviluppare un vaccino che può portare un sostanziale aiuto alle nostre comunità. Noi che riconosciamo Gesù come nostro Signore dovremo far meglio. Molto meglio.

Dare falsa testimonianza                                                                                                                  

Nel 2017, ho scritto un articolo intitolato I cristiani si pentano (si pentano) spargere teorie complottiste e fake news: è dare falsa testimonianza”. In quell’occasione parlavo della cattiva abitudine di diffondere complotti non provati, la questione che affrontavo allora deve essere affrontata di nuovo ora.

Troppi cristiani credono che “tutto va bene” in alcune guerre e, in quell’articolo, mettevo in guardia dal non violare l’ottavo comandamento di Es. 20:16 sul dare falsa testimonianza. Non siamo condotti dalla paura o dall’ira, ma dal desiderio di “pronunciare la verità nell’amore” come Paolo ha detto in Ef. 4:15.

Diffondere speculazioni non provate è dare falsa testimonianza ed ancora credo che dobbiamo pentirci se siamo stato portatori di tali testimonianze. Bisogna che passiamo più tempo ad esaminare la parola di Dio e meno tempo nell’essere influenzati dai troll e dai clickbait nei social media.

Non è un errore che alcune delle stesse persone che hanno diffuso il complotto del Pizzagate e quello dell’omicidio di Seth Rich che sono stati discreditati, sono tornati a spargere complotti sul coronavirus. Cerchiamo di far sì che i cristiani non siano tra gli ingannati non diffondendo tra di noi quegli inganni.

La nostra testimonianza è colpita

Pensateci.
A meno che non si pensi che il Presidente Trump, i Repubblicani ed i Democratici nel Congresso, i media e la comunità scientifica sono tutti in combutta tra di loro (un vero salto della fede), ci si dovrebbe sentire in imbarazzo quando si diffondono complotti sul Coronavirus. Questi vasti complotti ci dovrebbero fare ammettere che anche il Presidente Trump sapeva che era un’arma batteriologica, che è parte del piano porre fine alla libertà religiosa, pianificando di usare un potenziale vaccino come marchio della bestia e in qualche modo il 5g ha a che fare con tutto ciò. (Certo è tutto qui, lo si può trovare sul web ed in troppi feed di social media dei cristiani).

Non ha alcun senso, se non per coloro che si fanno facilmente ingannare. Se  insistete ancora nel diffondere tali informazioni false, potreste pensare a togliere dalla vostra bio l’etichetta di Cristiani in maniera tale che il resto di noi non deve condividerne l’imbarazzo?

Arrecare danno

Per farla breve, arrecate danno a voi stessi ed alla vostra comunità. Pensate di distinguervi dagli altri ma in realtà non lo fate.

Ancora più importante è il fatto che danneggiate la nostra testimonianza e quella della vostra chiesa quando porgete attenzione a teorie e speculazioni non accertate, piuttosto che alle buone notizie che il nostro Signore ci ha comandato di proclamare.

Come ha twittato Austin Jones, “La settimana scorsa il mio feed di Facebook era pieno di gente che postava assurde teorie complottiste sul Covid, seguito da post sull’evidenza della resurrezione. Non penso che comprendessero il messaggio che stavano in realtà inviando”.

Veramente. 

Gesù nelle sua ultime parole sulla terra in Atti 1:8 ci ha promesso che riceveremo il potere dello Spirito ed renderemo testimonianza di Gesù. Non vi occorre il potere dello Spirito Santo per essere scriteriati, e non state testimoniando dell’opera salvifica del nostro Signore diffondendo complotti.

Sono grato che moltissimi pastori e leader di chiesa e le loro chiese hanno usato questo periodo fuori dall’usuale non per diffondere teorie complottiste, ma per proclamare Cristo, non per nutrire le proprie paure, ma per servire la propria comunità.

Continuiamo a esortarci reciprocamente alle buone opere, stando fermi nella verità e rifiutando ciò che è falso.

Nota alla pubblicazione:

Dalla pubblicazione di questo articolo, abbiamo ricevuto centinaia di migliaia di like ed abbiamo ricevuto molte risposte che ci appoggiavano e qualche dissenso. L’interazione è ben accetta.

Subito dopo la pubblicazione del blog, John Roberts di Fox News, una redazione di notizie tra le principali e affidabili, ha chiesto al Presidente Trump del collegamento della diffusione del virus con un laboratorio in Cina. Quella domanda, e le storie che sono seguite, non hanno realmente cambiato la mia idea: il complotto sosteneva che fosse stato creato in un laboratorio come arma biologica. Quindi, se si tratta di un virus naturale che è stato esaminato in un laboratorio e ed è sfuggito in maniera accidentale, la tesi rimane la stessa.

Come Fox News ha riportato “Le fonti credono che la trasmissione iniziale del virus, un ceppo naturale che era in quel momento studiato là, era da pipistrello ad umano e che il “paziente zero” lavorava al laboratorio, poi è arrivato alla popolazione a Wuhan”. (corsivo aggiunto)

A completa informazione, non mi aspettavo che il laboratorio fosse il punto della contesa e così non  è stato una sorpresa per me. Secondo il mio articolo, non si può mantenere un complotto tra tutte queste parti. Qualcuno si è posto la domanda e quindi si è  investigato. Allo stesso modo, possiamo essere d’accordo che le torri del 5G, i vaccini, le armi batteriologiche e le altre cose non sono un complotto? Probabilmente non tutti lo comprenderanno, ma molti si. E la mia idea ancora rimane. Ed ho scritto l’articolo per rendere chiaro tutto ciò.

Così, al contrario del complotto, il virus non è stato creato in un laboratorio come un’arma. La storia di FoxNews dice chiaramente che non è questo il caso, dicendo (loro parole), “non come un’arma batteriologica”. Le teorie complottiste si basano sulla creazione in laboratorio, le armi batteriologiche, il 5G, i vaccini e molto di più. E quando i cristiani condividono queste idee complottiste, feriscono la nostra testimonianza.

Infine, il blog continuerà regolarmente ad aggiornarsi ed io riorganizzerò i miei post, come ho fatto adesso e lo farò seguendo l’evoluzione delle nuove informazioni. Grazie per la lettura e la condivisione.